26 marzo, 2007

Marino ci scrive....

Ieri ero in google e, animato da chissá quale pensiero, ho digitato “radiomediterraneo roma”, e ho ricevuto il link a questo blog che non conoscevo e iltuo messaggio.Leggendoti mi si è riaperto un mondo di piccoli e grandi ricordi.Abbiamo fatto dei percorsi simili io e te, tuttavia senza mai incontrarci,credo.Anch’io ero giovane, molto giovane…avevo 16 anni e una voce molto da “grande”. Cosí riuscí ad estorcere un provino ad Anna Basso, allora responsabileartistico di Radio Mediterraneo…io, Marino Capaldi, cominciai a trasmettere daquello stanzino all’11mo piano dell’Hotel Mediterraneo. 250 watt push and pulle una antenna cosí esile che nelle giornate di vento sembrava doversi spezzarein due. Eppure in quell’etere cosí spazioso (c’erano poche altre radio,malappena una decina, e un mare di onde spurie) si arrivava fino in Sardegna. Purtroppo la radio ebbe un periodo di difficoltá economiche e ci ritrovammo adover trasmettere da una roulotte parcheggiata nel garage dello stessohotel…facemmo sempre del nostro meglio… stando attenti nell’entrare altrimentisaltavano i dischi!Passai poi a Radio Tuscolo, che nel 77-78 godeva di un buon bacino d’ascolto ebuone trattorie nei paraggi. Dopo una sciagurata parentesi a Radio Terminal (chiedo ancor oggi venia),arrivai a Radio Luna, famosa per le indimenticabili performances notturne diIlona Staller, alias Cucciolina, per le americanate di “Foxi John”, per il buonFrancesco Acampora e tanti altri. Studi molto belli e tanta professionalitá. Mache fatica arrivare fino a via Cadlolo per me che arrivavo dal prenestino.Poi ci fu l’esperienza di Radio Hanna. A proposito,.. ciao Maurizio! Chissá seti ricordi!Erano i tempi in cui la radio scelse di trasmettere solo di notte. Io credoandassi in onda tra le 2 e le 3, registrato fortunatamente. C’erano AnnaPettinelli, Elena Argenti e Gigi Canali.E nel 1980 venne l’ultima esperienza radiofonica…a Radio In.Avevo un programma mattiniero tra le 8 e le 10. Mi ricordo di una MilliCarlucci, che come me era affranta dall’esame di Analisi Matematica.E proprio gli esami e l’Uni da finire mi convinsero ad abbandonare i microfoni.Ora sono in Germania, a Monaco di Baviera, e faccio l’underwriter per unacompagnia di Riassicurazione.La voglia di radio tuttavia è sempre rimasta... Un abbraccio virtuale a tutti quelli con cui ho condiviso un’epoca.Marino

20 marzo, 2007

Un problema di hardware [04]

Disegno di Laura Zanotti nei primi anni '90 Tutto era pronto, bassa ed alta frequenza.
Alta frequenza: interruttore di sicurezza, modulatore, lineare, cablatura a bozzatura variabile con in mezzo il wattmetro, finestra aperta per la salita dell’RG8 (il grosso cavo del segnale di potenza), in terrazza quattro dipoli aperti non in linea.
Bassa frequenza: due piatti diversi con testine diverse, radio Indesit Bellavoce, piastra Teac con bias modificato per cromo e supercromo, bobine Revox A77 riparato dal DaRRio (non lo conoscete? Ma è quello di “Frenetica allucinazione”, il radiodramma in tre parti che… ma qui si va fuori tema), mixer equalizzatore autocostruito con canale destro venuto diritto e canale sinistro tipo salice piangente, e vaffanculo a chi aveva voluto il pannello trasparente tipo Galaktron (veliricordate iGalaktron, siiiì?).
I jingle pronti, con frasi tipo “Una radio diretta da Leo Sorge!” “Mai coperto, oh…” ed altre minchiate del genere.
Il cast dei trepidi era lì: io, Francesco, il DaRRio, Felice e Marco. Visto che ero il direttore (autonominato, ci avevo messo la moneta) l’accensione spettava a me. Per primo il lineare: vai-- Tutto ok!! Il suo piccolo occhio ci guardava tranquillamente. Non facciamo in tempo a rilassarci, però, perché il wattmetro esterno inizia ad agitarsi come la bilancia di Gerry Scotti prima della pesa. Due ne avevamo, di wattmetri.
“Emmo’?”, mi fa Francesco. Il DaRRio ci pensa un po’, quindi agisce: va sul wattmetro SENZA STACCARE LA CORRENTE, mentre Francesco intuisce e lo ferma fisicamente.
“Cazzo fai, coglione!”
A quel punto capisco anch’io e stacco la corrente. Il DaRRio svita e riavvita il bocchettone e si riparte. Stavolta tutto ok su entrambi i misuratori, fermi come la Stella Polare. Il DaRRio riprende il suo posto e… ricomincia il tremore!
“Ma che hai magnato a pranzo?”
“Mica posso essere io…”
“Cazzo se sei tu!”, gli urlo spostandolo a spinta. Immediatamente l’ago si tranquillizza.
Ci si guarda in faccia, poi scoppio a ridere: “Il ROSmetro!”
“Il rosmarino?”
“Ma no, ecco che dovevo comperare, il misuratore di onde stazionarie, il rosmetro insomma, non il wattmetro! Se t’avvicini troppo al cavo quello non ci capisce più nulla, come te insomma!”
“Sempre io, eddire che il Revozzzz...”
“Ma vaffanculo tu e il Revozzz!”, lo cogliono mentre proseguo, felice. Vai con i jingle dalla Teac: Leosorgeunaradioancherotica! Passa alla bobina… squilla il telefono: prima Franco, poi Giorgio, insomma tutti i futuri intrattenitori stanno lì, sui 99,7, e ci dicono che si sente!
Siamo pronti per il classico giretto: prima fontana di Trevi per rimorchiare, poi il puttantour, sempre con in mano la radio per sentire dove arriva il nostro segnale. Penetriamo Bellavoce con le batterie, l’accendiamo e si parte!
Sotto ci aspetta la Fiesta con i quattro segni di Pischiutta malamente riverniciati. Appena entriamo, Bellavoce si zittisce: diggià?! Il terrore ci attanaglia, quando ci accorgiamo che manca l’antenna!
“E allora?”, dico io?
Tutti zitti.
Anch’io.
Poi scoppio a ridere. Apro il portaoggetti e tiro fuori una cornetta di telefono vuota, che però nel buco del filo ha infilata… l’antenna di Bellavoce!
Il DaRRio mi guarda stupito. Io ridendo, mentre ripristino la situazione corretta, spiego: “Alle americane sembra un radiotelefono! Fai un figurone e se le cose stanno andando male ti crea un break per evitare guai”. Ma il DaRRio non lo sapeva, perché era l’unico che veniva solo al puttantour: anche il suo si diceva fosse un problema di hardware.

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16 marzo, 2007

Auguri Broadcastitalia

03 marzo, 2007

Il condoministratore [03]

Insomma andiamo da Pischiutta per acquistare tre pali da quattro metri o quattro da tre, non ricordo bene, con i giunti interni a vite. Li montiamo sulla Fiesta con un po' di altra robba, li fissiamo e via!, si torna a casa. Non esiste ancora il cartello di carico sporgente, ma ci aiuta un codazzo di motorini che più volte rischiano di sfrangersi contro fiesta, semafori e bus. Una delle prime vigilesse impone l'alt all'ultimo del convoglio, ma questo gli schiaffeggia la mano e se ne va, senza targa, casco né parabrezza, ma con sinusiti che oggi mi segherebbero in due.
Arriviamo a casa. Avete presente far salire a piedi dei pali di tre o quattro metri accompagnati da una dozzina di drogati che ululano? Beh, non proprio facile da far passare. Infatti di lì a poco arriva l'amministratore del condominio, uno che di lì a trent'anni (tanto sta durando) si sarebbe segnalato per una inefficienza paurosa ma che all'epoca arriva trafelato, bonario ma deciso. Mentre la truppa di sbarco assembla il cannone da 12 metri, io discuto con lui.


"L'assemblea del condominio ha deliberato che non puoi montare l'antenna qui, e te lo abbiamo detto, Leo".

"Sì, ma non è regolare. Io ho fatto denuncia dell'antenna dai carramba di via Acherusio e m'hanno detto che è tutto in regola", falso come Giuda ma tanto non esiste controprova.

"Uhm, ma l'assemblea..."

"M'ha detto un amico che l'assemblea non ha titolo per queste cose e bisogna vedere il codice civile"...

"Aargh!", arriva in lontananza: Marcucci ha perso la presa del cannone e l'ha fatto cadere sui piedi di Adinolfi, che mentre bestemmia gli dice, come al solito, "hai fattobene, l'avreifattoanchio".

L'amministratore ci riprova.

"No, l'assemblea..."

Lo interrompo. "L'assemblea ha deliberato che l'antenna CB dell'inquilino Delogu, che per incisto sta accanto alla nostra e appena la installiamo lui non sentirà più una beneamata ceppa, può stare sul terrazzo. Poiché la nostra è equiparata alla sua, possiamo metterla anche noi, e l'assemblea può far solo causa, foro competente Roma. E poi le staffe sono già piantate da tempo..."

"Cazzo, Leo, ma l'assemblea ti aveva proibito di metterle, togliendoti le chiavi del terrazzo e tu..."

"Ehm sì (col cazzo che confesso esplicitamente di aver fregato le chiavi al portiere), ma una volta messe non le potete toccare ddovete chiedere il sequestro ecchiamare l'autorità giudiziaria e... fermifermifermi!", faccio alla colonna umana che si è formata per issare il cannone, ormai pronto.

L'amministratore, raggiunto dal portiere, mi guarda andarmene. Io ho 17 anni, sono rosso come un peperone e devo fare una cosa che non so fare e una che non voglio fare: mettermi in uno dei tre angoli per fissare i tiranti, appeso in cima al palazzo. E io soffro di vertigini! Ma in quei momenti l'adrenalina ti fa scordare anche di avere il pisello, figuriamoci le vertigini...

01 marzo, 2007

Laurea


Chiara, una delle soci fondatrici di Libere Voci e promotrice dell'iniziativa di Broadcastitalia, domani (2 marzo 2006) si laurea in scienze giuridiche. Tanti in bocca al lupo da tutta l'associazione e l'invito ad essere sempre promotrice di così belle cose